Panettone senza burro all'olio di oliva

Panettone senza burro all’olio extravergine d’oliva

Il panettone è quel dolce che, ogni anno, riesce a riportare in cucina lo stesso profumo di festa. Basta aprire il forno per ritrovare un’atmosfera familiare, quasi rituale. Eppure, c’è un modo per rendere questo grande classico un po’ più leggero senza togliergli morbidezza. Come? Sostituendo il burro con olio extravergine d’oliva.

Se non l’hai mai fatto, la prima reazione è sempre la stessa: “Davvero l’olio nell’impasto del panettone?” Sì. E funziona sorprendentemente bene. L’olio dona sofficità, avvolgenza, una nota pulita che non appesantisce. È come se l’impasto respirasse meglio. E in più offre un vantaggio non da poco: è più digeribile.

Il risultato? Un panettone profumato, alto, morbido…e con un cuore più mediterraneo.

Ricetta del panettone all’olio extravergine d’oliva

 

Ingredienti:

  • 250 g farina 00
  • 150 g farina manitoba
  • 50 g zucchero di canna
  • 70 g olio extravergine d’oliva
  • 4 tuorli
  • 160 ml acqua
  • 40 ml latte
  • 1 cucchiaino sale
  • 70 g arancia candita
  • 70 g cedro candito
  • 70 g uvetta
  • 4 albicocche secche
  • 3 cucchiai miele
  • Scorza di limone e arancia
  • 1 bustina vanillina
  • 20 g lievito madre in polvere (o lievito di birra fresco)

Preparazione:

 

Il punto di partenza è il lievito. Va preparato la sera prima e lasciato riposare finché non raddoppia. Può sembrare una piccola attesa, in realtà è il momento in cui l’impasto prende vita.

Il giorno dopo, unisci farine, acqua tiepida, una parte di tuorli, zucchero e olio extravergine d’oliva. E qui arriva il primo dettaglio che fa la differenza: l’olio si amalgama subito, rende l’impasto elastico, docile. Ti accorgerai che la consistenza è diversa rispetto a quella ottenuta con il burro. Meno pesante, più fluida.

Quando l’impasto appare liscio e uniforme, coprilo e lascialo lievitare ancora.
Tre ore: il tempo giusto per lasciare che si rinforzi.

Poi arriva il momento più profumato: scorza di limone, scorza d’arancia, vaniglia. Basta grattugiare gli agrumi per riempire di Natale tutta la cucina. Aggiungi miele, latte, il tuorlo rimasto e ancora un filo di olio extravergine. L’impasto si arricchisce, diventa morbido tra le dita.

Ora la parte divertente: uvetta, cedro, arancia candita, albicocche secche. Sono loro a dare quella dolcezza improvvisa che trovi in ogni fetta.

L’impasto va poi trasferito nello stampo da 500 g e lasciato lievitare per l’ultima volta. Questa è la parte in cui serve un po’ di pazienza: circa 5 ore, finché non raggiunge il bordo.

La cottura si divide in due tempi:

  • prima a 180 °C, con una teglia d’acqua sul fondo per garantire umidità
  • poi a 160 °C per stabilizzare la struttura interna

La prova stecchino ti conferma quando è pronto.

E sì, il trucco finale è ancora quello: capovolgerlo con un ferro da maglia e lasciarlo raffreddare a testa in giù. Può sembrare strano la prima volta, ma è il segreto per evitare che l’impasto si afflosci.

Perché scegliere l’olio extravergine d’oliva nel panettone

Qui vale la pena fermarsi un attimo. L’uso dell’olio extravergine d’oliva non è una semplice alternativa “light”. È una scelta che cambia davvero la qualità del dolce.

L’EVO apporta:

  • polifenoli: composti antiossidanti che contrastano lo stress ossidativo
  • vitamina E, preziosa per la pelle e per la salute cellulare
  • acido oleico, che contribuisce a regolare colesterolo LDL e HDL
  • grassi monoinsaturi, più stabili e più digeribili rispetto ai grassi saturi

In pratica, mentre alleggerisci la ricetta, aggiungi sostanze che fanno bene. Non è poco per un dolce delle feste.

E poi c’è un aspetto che spesso si dimentica: l’olio extravergine non appesantisce il gusto. Lascia spazio agli aromi degli agrumi, alla dolcezza dell’uvetta, alla morbidezza dell’impasto. La sensazione al palato è più pulita, più naturale.

Non sorprende che sempre più pasticceri scelgano l’olio anche nei grandi lievitati.

Una riflessione finale

Preparare un panettone richiede tempo. È un dolce che non puoi improvvisare. Ma è proprio per questo che dà soddisfazione. Ogni fase — la lievitazione lenta, l’aggiunta degli aromi, la cupola che cresce — dona qualcosa.

E scegliere l’olio extravergine d’oliva rende questo rito ancora più consapevole. Non solo per il risultato più leggero, ma per tutto ciò che porta con sé: genuinità, equilibrio, una tradizione mediterranea che si intreccia con quella dolciaria natalizia.

Quando deciderai di provarlo, fallo con calma. Assaggia la prima fetta con attenzione: sentirai che la leggerezza non è solo una promessa. È un sapore.

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